Crespelle killer.

L’amicizia è una roba strana.
O meglio è piuttosto semplice.

Il rapporto è basato sulla fiducia incondizionata e sul lasciare libero l’altro. Sul disinteresse, sulla voglia reciproca di stare insieme e dire stupidaggini private. Ecco , sull’essere senza motivazione sul non giustificare sul non dire ,sul dire tanto e soprattutto sul non dover rappresentare nulla.
Sull’essere sè stessi , e sull’avere cura dell’altro. Sull’altro , anticiparne le esigenze. Sul dare. dare. dare. dare. dare.
Come l’amore di fatto.

Tutto ciò non c’entra nulla con un appuntamento disatteso, con quanto uno rimanga male che l’altro non si sia presentato all’appuntamento X. Con il “tradimento”, con “mi aveva detto A ed invece B , stronzo”.
Questo è un altro tipo di cosa, si chiama forma. Ed ha a che fare con il riscuotere, con il diritto di ricevere. Non con il dare.
Fare la cosa economicamente più giusta. Non scontentare nessuno, o scontentare quello che secondo media ci rimane male o fare contento quello che più ne ha bisogno si chiama in un altro modo. E ha a che fare con delle priorità stabilite in base ad una propria classifica di urgenze, soddisfatte le quali ci si sente appagati, amici. Ma non si è dato, si è fatta economia ragionata.

Non so, sono a braccio me ne rendo conto e non sono lucido come chomsky ,ma l’unico utilitarismo di cui si può tener conto in amicizia è la sensazione di benessere dovuta alla semplice presenza dell’amico.
Comunque , tutto ciò per dire che usare deliberatamente dei sistemi gerarchici in un contesto amicale mi fa venire il vomito.

A tal proposito, queste punte di vomito sono ESATTAMENTE ciò che tiro fuori quando suono. Sono i picchi per cui quei 4 entusiasti di fine concerto che non rivedrò mai più mi dicono “mi hai toccato”.
Se non sapessi suonare nulla che mi permettesse di buttare fuori il veleno, probabilmente farei il cuoco omicida.

Che in effetti non sarebbe neanche così male.
Non perchè ce l’ho con gli altri, ma la forma usata come sostanza a volte mi fa proprio incazzare.

Una roba da cuoco omicida sono le crepes ai funghi.
La ricetta non la posto, ma se non ti devasta un morso di crepes ai funghi sei wolverine.

Se sei wolverine passa a trovarmi, la carbonara non la reggi sicuro.

2 Risposte a “Crespelle killer.”


  1. 1 Wolverine Maggio 27, 2008 alle 4:47 pm

    …eccomi Fuzzy.

    Presente.

  2. 2 m Ottobre 3, 2008 alle 5:59 pm

    se non ti devasta un boccone di crepes ai funghi….ALLORA FORSE NON HAI MAI MANGIATO LE MIE!!!!!!!!
    Modesta, eh?


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